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Montenerodomo

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Montenerodomo

Montenerodomo è un comune italiano di 644 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo, facente parte dell'unione dei comuni montani del Sangro. Il borgo è stato noto nel primo '900 perché Benedetto Croce, affermatosi in Italia come critico, dichiarò di avere origini familiari proprio nel centro Chietino. Nel 1933 un terremoto della Majella danneggiò Montenerodomo e i paesi circostanti, fino a Lama dei Peligni. La chiesa parrocchiale rimanente (oltre a San Vito, cappella privata), rimase molto lesionata, e nella ricostruzione, furono impiegate colonne romane provenienti da Juvanum. Montenerodomo subì gravi danni e profondi sacrifici nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Il centro si trovò, infatti, lungo il percorso tedesco della linea Gustav, da Ortona a Montecassino, e venne attaccata nel dicembre 1943. Fu distrutta la metà del paese che si arrampicava dalla cresta opposta del massiccio montuoso, giungendo a danneggiare anche la parte superiore del Palazzo Croce, e del campanile della chiesa di San Martino. Il borgo successivamente fu ricostruito, ma con molta fatica, a causa delle dure condizioni di vita presso l'altura rocciosa in cui Montenerodomo poggia le fondamenta. Attualmente vive di turismo, essendo inserito nel Parco Nazionale della Majella, e grazie alla scoperta del sito di Juvanum.

Cosa Visitare

Iuvanum
Importante sito archeologico, classificato dal Ministero dei Beni Ambientali "area archeologica di interesse nazionale". Si trova sul versante orientale della Majella e nei pressi di Montenerodomo, accanto alle rovine dell'abbazia di Santa Maria del Palazzo. L'antica Juvanum fu fondata dai Carecini di stirpe sannitica, poi dal I secolo a.C divenne municipio romano, ascritto alla tribù Arniense, ed ebbe un notevole sviluppo nel periodo medievale. Attualmente, del periodo sannitico rimane il santuario del IV sec.a.C. con due tempietti gemelli e un piccolo teatro con scena e gradini in pietra, tra i più belli scoperti sino ad oggi in provincia di Chieti. Sono ben conservati e oggi visitabili i resti archeologici dell'epoca romana: strade lastricate - tra cui la più importante è la Via Orientale -, il Foro a mo' di grande piazza rettangolare chiusa su tre lati da "tabernae"- botteghe ed edifici pubblici. Accanto al Foro vi sono i resti di una basilica pagana, forse dedicata al culto dell'imperatore. All'ingresso dell'area, si trova un Museo allestito con 28 pannelli che illustrano le emergenze naturalistiche ed archeologiche del territorio.
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